La giuria 2013

E’ stata resa nota la composizione della Giuria per la III edizione del filmfestival.

Stefano Rulli (Presidente di Giuria) – Sceneggiatore, regista e  Presidente del Centro Sperimentale di Cinematografia

Paolo RestucciaRegista radiofonico Rai – familiare di utente

Antonello D’Elia – Psichiatra

Cristiana Paternò – Giornalista e critico cinematografico, vicedirettore del mensile 8 e 1/2

Claudio Giovannesi – Regista, autore del film “Alì ha gli occhi azzurri” vincitore del Premio Speciale della Giuria al Festival di Roma 2012

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Lo Spiraglio III edizione — 31 maggio 1 giugno 2013

        Nei confronti del disagio e della malattia mentale esiste un’aprioristica diffidenza, quando non addirittura fastidio e timore, atteggiamenti che, inevitabilmente, generano rifiuto. Di fronte ad una realtà scomoda, spesso complicata da affrontare, si preferisce ignorarla, fingere che non esista o che comunque non ci riguardi. Del resto è un po’ lo stesso atteggiamento che si avverte nei confronti di ogni diversità: culturale, sociale, epidermica. Ma il rifiuto rischia di caricare di elementi negativi tutto ciò che non si conosce o non si vuole conoscere.
Per superare queste diffidenze, il cinema, come l’arte in genere, può essere uno strumento determinante, perché offre al grande pubblico dei “normali” la possibilità di esplorare un mondo sconosciuto, segnato da oggettive problematicità, ma anche ricco di sentimenti, emozioni, generosità, inventiva, originalità. Nei casi migliori, tanto per fare solo un paio di esempi, “Qualcuno volò sul nido del cuculo” di Milos Forman per citare un film hollywoodiano, o “Si può fare” di Giulio Manfredonia per ricordare una produzione nazionale, il cinema ha fortemente contribuito ad abbattere steccati, cancellare stereotipi negativi e proporre un’immagine del disagio mentale connotata positivamente, con una serie di “matti” decisamente simpatici, creativi, ribelli e divertenti.
A ciò si aggiunga la funzione terapeutica che il cinema può svolgere nei confronti del disagio mentale, aiutando i pazienti a superare i rispettivi problemi, le personali ossessioni, le fobie e le paure.
Se è da queste motivazioni che è nata l’idea di un festival come Lo Spiraglio, nel proseguimento dell’attività, l’ambizione è quella di approfondire l’indagine e il confronto, fornendo, attraverso la visione di film, documentari e cortometraggi, un’informazione più corretta, più autentica, più veritiera attorno ad un universo in buona parte sconosciuto e raccontato troppo spesso, soprattutto dalla stampa e dai media generalisti, per luoghi comuni poco corrispondenti al vero. Anche in queste terza edizione del festival, lo sforzo sarà proprio quello di fornire ulteriori elementi di riflessione e di valutazione, incuriosendo, interessando, ma anche divertendo il pubblico, perché come dimostrano numerosi esempi del passato, si possono realizzare film su questi argomenti in forma lieve di commedia.

Franco Montini

Presentazione Lo Spiraglio 2013

        Quante cose della follia sfuggono alla comprensione. E’ talmente difficile che si preferisce chiudere gli occhi e tirare avanti. Eppure la follia è un potente microscopio che guarda dentro l’animo umano, la famiglia, la società, la cultura.
Da questo punto di vista origina l’idea di un festival dedicato ad opere che affrontano i grandi temi della psichiatria, della psicologia e della salute mentale nel suo insieme.
Questo festival tematico è organizzato da un gruppo di lavoro integrato: al suo interno passano stagisti che seguono un percorso riabilitativo, volontari, esperti di cinema, di comunicazione e professionisti della salute mentale. Il lavoro si svolge come in una bottega artigianale, nasce accanto ai laboratori che odorano di ceramica, di pittura. Il gruppo si muove apparentemente in modo disordinato verso due obiettivi: il primo, rendere visibile l’invisibile mentre il secondo è la salute del gruppo stesso e le risonanze che questa vitalità porta in tutti i gruppi e laboratori del Centro Diurno.
Tiriamo le somme dei primi tre anni di attività: due edizioni alla Casa del Cinema di Roma, centotrenta film in concorso, tutti meritevoli di attenzione, due cortometraggi, tre lungometraggi e due film del grande circuito premiati. Un grande archivio che si apre alla cittadinanza e che si propone come un luogo di raccolta delle immagini della follia, raccontate da dentro e da fuori. Tante iniziative no profit con cui abbiamo dialogato, in cui offrire la visibilità dei film de “lo Spiraglio”.
Ringraziamo il cinema per la luce che illumina il nostro mondo. Cerchiamo di maneggiare con cura ogni opera che entra nel nostro circuito. E’ lo stesso rispetto, attenzione e cura che ci aspettiamo quando siamo noi, dal mondo della follia a chiedere accesso alla società.

Federico Russo