Lo Spiraglio III edizione — 31 maggio 1 giugno 2013

        Nei confronti del disagio e della malattia mentale esiste un’aprioristica diffidenza, quando non addirittura fastidio e timore, atteggiamenti che, inevitabilmente, generano rifiuto. Di fronte ad una realtà scomoda, spesso complicata da affrontare, si preferisce ignorarla, fingere che non esista o che comunque non ci riguardi. Del resto è un po’ lo stesso atteggiamento che si avverte nei confronti di ogni diversità: culturale, sociale, epidermica. Ma il rifiuto rischia di caricare di elementi negativi tutto ciò che non si conosce o non si vuole conoscere.
Per superare queste diffidenze, il cinema, come l’arte in genere, può essere uno strumento determinante, perché offre al grande pubblico dei “normali” la possibilità di esplorare un mondo sconosciuto, segnato da oggettive problematicità, ma anche ricco di sentimenti, emozioni, generosità, inventiva, originalità. Nei casi migliori, tanto per fare solo un paio di esempi, “Qualcuno volò sul nido del cuculo” di Milos Forman per citare un film hollywoodiano, o “Si può fare” di Giulio Manfredonia per ricordare una produzione nazionale, il cinema ha fortemente contribuito ad abbattere steccati, cancellare stereotipi negativi e proporre un’immagine del disagio mentale connotata positivamente, con una serie di “matti” decisamente simpatici, creativi, ribelli e divertenti.
A ciò si aggiunga la funzione terapeutica che il cinema può svolgere nei confronti del disagio mentale, aiutando i pazienti a superare i rispettivi problemi, le personali ossessioni, le fobie e le paure.
Se è da queste motivazioni che è nata l’idea di un festival come Lo Spiraglio, nel proseguimento dell’attività, l’ambizione è quella di approfondire l’indagine e il confronto, fornendo, attraverso la visione di film, documentari e cortometraggi, un’informazione più corretta, più autentica, più veritiera attorno ad un universo in buona parte sconosciuto e raccontato troppo spesso, soprattutto dalla stampa e dai media generalisti, per luoghi comuni poco corrispondenti al vero. Anche in queste terza edizione del festival, lo sforzo sarà proprio quello di fornire ulteriori elementi di riflessione e di valutazione, incuriosendo, interessando, ma anche divertendo il pubblico, perché come dimostrano numerosi esempi del passato, si possono realizzare film su questi argomenti in forma lieve di commedia.

Franco Montini